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Stress e trauma: cosa succede dopo un evento difficile
Lo stress diventa traumatico quando l’esperienza supera la capacità di elaborazione della persona e lascia una traccia persistente nel corpo e nella mente. Questo può accadere dopo eventi improvvisi (incidenti, lutti, aggressioni, emergenze mediche), ma anche in seguito a esperienze prolungate e ripetute (relazioni abusanti, umiliazioni, ambiente familiare instabile, stress lavorativo cronico, caregiving intenso). Non è necessario “ricordare tutto” in modo nitido: spesso il trauma si manifesta come un allarme interno che si riattiva in modo automatico.
Tra le manifestazioni più comuni rientrano ipervigilanza, difficoltà a rilassarsi, irritabilità, scatti di rabbia, insonnia, incubi, immagini intrusive, rimuginio, evitamento di luoghi o situazioni, senso di distacco emotivo, derealizzazione o sensazione di “non essere più come prima”. In alcuni casi emergono anche sintomi somatici (tensioni, tachicardia, nausea, dolori) e difficoltà nelle relazioni, perché il sistema di sicurezza resta in modalità difensiva.
Come lavora lo psicoterapeuta sul trauma
Il trattamento dei disturbi da stress e trauma è progressivo e orientato alla stabilizzazione. In genere il percorso inizia con una valutazione clinica per comprendere storia, trigger, sintomi, risorse e obiettivi. Una parte centrale del lavoro riguarda la regolazione emotiva e fisiologica, perché il trauma spesso si mantiene attraverso un sistema nervoso iperattivato o, in alcuni casi, attraverso stati di “congelamento” e disconnessione.
Nel percorso terapeutico, il Dott. Pace lavora per ridurre l’iperallerta, gestire immagini intrusive e rimuginio, ricostruire un senso di sicurezza nel corpo e nella quotidianità, e intervenire su credenze post-traumatiche (“non sono al sicuro”, “è colpa mia”, “non posso fidarmi”). Quando la persona è sufficientemente stabilizzata, il trattamento può includere un lavoro più mirato di elaborazione dell’esperienza, sempre con gradualità e nel rispetto dei tempi, evitando riattivazioni non gestibili. L’obiettivo finale è integrare il ricordo senza riviverlo, ridurre l’impatto dei trigger e recuperare libertà di scelta nella vita e nelle relazioni.

