Il Dottor Fabrizio Pace si occupa di ricerca, studio e analisi di resti umani con finalità tecnico forensi, contribuendo ai processi di identificazione e alla ricostruzione degli eventi. L’intervento può riguardare l’esame di reperti scheletrici o frammentari, la valutazione del contesto di rinvenimento e l’inquadramento degli elementi utili alla definizione dell’epoca, delle caratteristiche biologiche (specie, razza e sesso) e delle possibili fratture ante-mortem, peri-mortem e post-mortem nonché lo studio e l'analisi della paleopatologia ossia l'evidenza delle patologie presenti e osservabili sui reperti ossei. Offro consulenza in tutta Italia, sia in ambito privato, sia giudiziario.
L’approccio è sempre orientato alla massima prudenza interpretativa, fondato sull’analisi dei dati oggettivi e sull’integrazione con le altre discipline forensi coinvolte come l'entomologia, la botanica, la merceologia e la palinologia. Ogni valutazione viene condotta nel rispetto delle procedure scientifiche e della catena di custodia, che impone rigore scientifico nella tracciabilità metodologica.
L’approccio è sempre orientato alla massima prudenza interpretativa, fondato sull’analisi dei dati oggettivi e sull’integrazione con le altre discipline forensi coinvolte come l'entomologia, la botanica, la merceologia e la palinologia. Ogni valutazione viene condotta nel rispetto delle procedure scientifiche e della catena di custodia, che impone rigore scientifico nella tracciabilità metodologica.
Chi è l'antropologo forense?
L’antropologo forense è il professionista che, in ambito giudiziario e investigativo, si occupa dell’analisi tecnica dei resti umani, in particolare quando questi si presentano in stato di avanzata decomposizione, scheletrizzazione o frammentarietà. Il suo intervento si inserisce prevalentemente nei procedimenti penali dove è necessario accertare l’identità della persona o chiarire circostanze di rilievo investigativo.
L’attività si svolge in stretta collaborazione con il medico legale e le forze dell’ordine. L’analisi delle strutture ossee e dentarie consente all'antropologo di definire il cosiddetto profilo biologico, attraverso la stima del sesso, dell’età alla morte e la valutazione di caratteristiche individualizzanti, quali peculiarità dentarie, anomalie anatomiche, esiti patologici o traumi pregressi.
Tali elementi permettono di orientare il processo identificativo, restringendo il campo dei possibili soggetti e integrando i dati antropologici con informazioni antemortem disponibili, come documentazione clinica, cartelle odontoiatriche, esami radiologici e segnalazioni relative a persone scomparse. Quando i resti presentano alterazioni riconducibili a fattori ambientali o a possibili condotte dolose, l’esame delle modificazioni ossee può offrire indicazioni utili alla ricostruzione tecnico-dinamica degli eventi, contribuendo a distinguere tra processi post–mortali naturali e interventi di manipolazione, occultamento o distruzione.
L’antropologo forense non si limita a una descrizione morfologica dei reperti, ma opera secondo protocolli standardizzati, documentando ogni reperto attraverso fotografie e misurazioni. Le conclusioni vengono formulate con rigore scientifico e prudenza interpretativa, affinché siano verificabili, difendibili in contraddittorio e pienamente utilizzabili nell’ambito dell’indagine o del procedimento giudiziario.
L’attività si svolge in stretta collaborazione con il medico legale e le forze dell’ordine. L’analisi delle strutture ossee e dentarie consente all'antropologo di definire il cosiddetto profilo biologico, attraverso la stima del sesso, dell’età alla morte e la valutazione di caratteristiche individualizzanti, quali peculiarità dentarie, anomalie anatomiche, esiti patologici o traumi pregressi.
Tali elementi permettono di orientare il processo identificativo, restringendo il campo dei possibili soggetti e integrando i dati antropologici con informazioni antemortem disponibili, come documentazione clinica, cartelle odontoiatriche, esami radiologici e segnalazioni relative a persone scomparse. Quando i resti presentano alterazioni riconducibili a fattori ambientali o a possibili condotte dolose, l’esame delle modificazioni ossee può offrire indicazioni utili alla ricostruzione tecnico-dinamica degli eventi, contribuendo a distinguere tra processi post–mortali naturali e interventi di manipolazione, occultamento o distruzione.
L’antropologo forense non si limita a una descrizione morfologica dei reperti, ma opera secondo protocolli standardizzati, documentando ogni reperto attraverso fotografie e misurazioni. Le conclusioni vengono formulate con rigore scientifico e prudenza interpretativa, affinché siano verificabili, difendibili in contraddittorio e pienamente utilizzabili nell’ambito dell’indagine o del procedimento giudiziario.

