Nei disturbi del comportamento alimentare, infatti, la cura richiede spesso di andare oltre il singolo professionista, attraverso una presa in carico integrata che coordini in modo coerente gli aspetti psicologici, nutrizionali e medici del percorso.
Il Dott. Pace è a tal proposito parte del progetto “Oltre l’Ago della Bilancia”, un percorso strutturato su una presa in carico realmente multidisciplinare e su un coordinamento clinico tra professionisti. All’interno dell’équipe, il lavoro psicologico e psicoterapeutico si integra con la valutazione e il monitoraggio di specialità mediche mirate in particolare Endocrinologia, Gastroenterologia e Neurologia oltre al prezioso contributo di una Biologa Nutrizionista e senza tralasciare la componente di Scienze Motorie/Personal Training. L’obiettivo è intervenire in modo completo sui fattori psicologici, metabolici, gastrointestinali e neuro-comportamentali che possono influenzare il peso e il rapporto con il cibo, promuovendo cambiamenti clinicamente solidi, misurabili e sostenibili, che vanno oltre il numero presente sulla bilancia e riguardano abitudini alimentari e salute, che si traducono in una migliore qualità della vita.
Il Dott. Pace riceve ad Asti e a Torino e offre inoltre consulenze online, garantendo continuità e accessibilità anche a chi ha difficoltà a spostarsi o preferisce un contesto più protetto.
Che cosa sono i disturbi del comportamento alimentare
I disturbi del comportamento alimentare non sono “capricci” né semplici questioni di dieta. In ambito clinico descrivono quadri in cui il cibo e il controllo del peso diventano centrali, fino a condizionare pensieri, emozioni, abitudini e relazioni. Possono manifestarsi con restrizione alimentare, abbuffate, condotte compensatorie, eccessiva preoccupazione per il corpo, rituali e regole rigide, oppure con un rapporto altalenante tra controllo e perdita di controllo.
Tra le forme più note dei disturbi del comportamento alimentare rientrano anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating); esistono anche quadri “misti” o non pienamente sovrapponibili a una singola diagnosi, ma ugualmente meritevoli di attenzione clinica. In molti casi il sintomo alimentare è collegato a vissuti più profondi: bisogno di controllo, difficoltà nella regolazione emotiva, perfezionismo, paura del giudizio, trauma, conflitti relazionali o una forte fragilità dell’autostima.
Quando può essere utile chiedere aiuto
Può essere utile richiedere il supporto del Dottor Pace quando l’alimentazione diventa fonte costante di pensieri e tensione, e quando il rapporto con il corpo influenza in modo significativo la vita quotidiana.
Segnali frequenti sono la paura intensa di ingrassare, l’uso di regole rigide e punitive, oscillazioni tra restrizione e abbuffata, senso di colpa dopo aver mangiato, evitamento di situazioni sociali legate al cibo e un’autostima che dipende quasi esclusivamente da peso, forma fisica o prestazione.
Anche la presenza di comportamenti compensatori, come attività fisica eccessiva, vomito autoindotto o uso improprio di lassativi oppure l’impossibilità di fermare le abbuffate, con successivo vissuto di vergogna e perdita di controllo, indicano la necessità di una valutazione clinica. Prima si interviene, più è possibile ridurre cronicizzazione e conseguenze fisiche, psicologiche e relazionali.
Come lavora lo psicoterapeuta nei disturbi alimentari:
Il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare richiede un lavoro graduale, mirato e ben strutturato. In genere si parte da una valutazione clinica approfondita, per comprendere la storia del sintomo, i trigger emotivi e relazionali, le abitudini quotidiane e le modalità con cui la persona gestisce stress, ansia e vulnerabilità. Spesso è utile un monitoraggio del comportamento alimentare e delle emozioni associate, per individuare i passaggi che portano alla restrizione o all’abbuffata.
Il percorso psicoterapeutico lavora sul rapporto con il cibo e con il corpo, ma anche sui fattori che mantengono vivo il disturbo: pensieri rigidi e autocritici, perfezionismo, paura del giudizio, difficoltà nell’esprimere bisogni, gestione della rabbia e della frustrazione, strategie di controllo che diventano punitive.
L’obiettivo è ridurre il ciclo restrizione abbuffata colpa e costruire alternative più efficaci per regolare gli stati emotivi, migliorare l’autostima e ristabilire una relazione più stabile e non persecutoria con il proprio corpo.

