Il percorso terapeutico è strutturato e orientato a obiettivi concreti: aumentare consapevolezza emotiva e capacità di autoregolazione, sviluppare strumenti di gestione della rabbia e dell’impulsività, migliorare la comunicazione e le abilità relazionali, rafforzare l’autostima e costruire modalità più funzionali di affrontare frustrazione, conflitti e richieste dell’ambiente.
Disturbi del comportamento e disturbo della condotta: che cosa significano
Con la nomenclatura “disturbi del comportamento” si fa riferimento a difficoltà che emergono in modo ripetuto nel tempo, come oppositività, impulsività, provocazioni, aggressività verbale o fisica, trasgressioni e scarso controllo delle reazioni. In ambito clinico, il disturbo della condotta si riferisce ad un insieme persistente di comportamenti che violano regole sociali e diritti altrui, con ricadute importanti su scuola, famiglia, relazioni e funzionamento generale.
È importante sottolineare che non si tratta semplicemente di “maleducazione” o “brutto carattere”, come spesso le persone soggette a disturbi del comportamento o condotta si sentono dire. Molto spesso questi comportamenti sono l’espressione di una sofferenza sottostante, di difficoltà nella regolazione emotiva, di un ambiente relazionale problematico o di strategie disfunzionali apprese nel tempo.
Per questo serve un inquadramento clinico accurato, capace di distinguere un momento evolutivo complesso da un quadro psicologico più complesso.
Segnali che meritano attenzione e quando chiedere aiuto
Può essere utile chiedere un supporto quando i comportamenti diventano frequenti e interferiscono con la vita quotidiana. Alcuni segnali tipici sono esplosioni di rabbia difficili da contenere, sfide costanti alle regole, conflitti intensi con genitori, insegnanti o autorità, scarsa tolleranza alla frustrazione e tendenza a passare rapidamente all’azione senza valutare conseguenze. In altri casi emergono bugie ripetute, trasgressioni, comportamenti rischiosi, aggressività verso persone o oggetti, o difficoltà marcate nel mantenere relazioni stabili e rispettose.
Un altro indicatore importante è l’impatto: quando la situazione compromette rendimento scolastico o lavorativo, clima familiare, amicizie, autostima, oppure quando si crea una spirale di punizioni, litigi e rotture relazionali che non porta miglioramenti.
In questi casi una valutazione clinica consente di comprendere meglio cosa sta accadendo e di impostare un intervento efficace e sostenibile.

